Perugia, Convento delle clarisse di Monteluce

Perugia, Convento delle clarisse di Monteluce

Incoronazione di Monteluce, 1505 – 1525

Raffaello, Giulio Pippi, detto Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, detto il Fattore, Incoronazione della Vergine, (tavola centrale, olio su tavola, 354 x 232 cm, Musei Vaticani, Città del Vaticano).
Predella: Berto di Giovanni, Storie della Vergine (Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia).

Il 12 dicembre 1505 le monache di Monteluce commissionarono a Raffaello e al perugino Berto di Giovanni una pala raffigurante l’Incoronazione della Vergine. Nel contratto si legge che il modello della composizione doveva essere l’Incoronazione dipinta dal Ghirlandaio per San Girolamo a Narni nel 1486 (ora, museo della città di Palazzo Eroli). Nel 1516, quando ormai Raffaello si era trasferito a Roma, Berto di Giovanni venne inviato dalle monache nella capitale per stipulare un nuovo contratto nel quale si specificava che spettava a Raffaello la realizzazione della tavola centrale secondo un modello questa volta ideato da lui, mentre, a Berto veniva affidata la predella con le Storie della Vergine.
 

Alla morte di Raffaello, il 6 aprile 1520, la pala non era ancora stata consegnata. Venne terminata da Giulio Romano in collaborazione con Giovan Francesco Penni e consegnata al monastero il 2 giugno 1525: l'opera consta di due parti, poi riunite.
La pala rimase in situ fino al 1750 quando venne smontata: la tavola centrale fu collocata lungo una parete della chiesa e la predella, dipinta da Berto di Giovanni con l’aiuto di un collaboratore, in sagrestia. In seguito alle requisizioni napoleoniche la pala giunse a Roma, ma nel 1817 i quattro scomparti di predella tornarono a Perugia e sono ora esposti nella Galleria Nazionale dell’Umbria.

Lo stesso Museo conserva anche una copia dell'Incoronazione di Monteluce.