Citta' di Castello, Chiesa di Sant'Agostino

Citta' di Castello, Chiesa di Sant'Agostino

Pala di San Nicola da Tolentino, 1500-1501

Frammenti della Pala di San Nicola da Tolentino: Eterno con cherubini e la Vergine Maria (olio su tavola, 112x75 cm, Eterno; 51x41 cm, Vergine Maria; Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli), Angelo (31,5x27 cm, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia), Angelo (58x36 cm, Musée du Louvre, Parigi).

La tavola con l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino è la prima opera documentata di Raffaello. Fu commissionata nel dicembre 1500 per la sua cappella in Sant’Agostino dal commerciante di lana Andrea Baronci a Raffaello e Evangelista da Pian di Meleto, il più stretto degli assistenti di Giovanni Santi, padre di Raffaello. La pala fu consegnata nel settembre 1501 e fu, probabilmente, eseguita quando ancora Raffaello aveva la sua base operativa a Urbino e non aveva ancora raggiunto Perugia.

L’opera venne irrimediabilmente danneggiata dal sisma che nel 1789 colpì Città di Castello e distrusse gran parte della chiesa di Sant’Agostino tanto che si decise di tagliare la in vari frammenti. Al momento ne sono stati individuati quattro: l’Eterno con cherubini e la Vergine Maria, conservati al Museo Nazionale di Capodimonte, un Angelo nella Pinacoteca Tosio Martinengo e un altro Angelo al Musée du Louvre di Parigi.
Al centro della composizione si trovava Nicola da Tolentino, allora ancora beato, nell’atto si schiacciare il demonio, affiancato da tre angeli. Nella parte superiore della tavola l’Eterno in Mandorla, la Vergine e Sant’Agostino incoronavano il santo.

La ricostruzione della pala e l’identificazione dei frammenti è stata possibile grazie all’analisi di alcuni disegni preparatori di Raffaello e alla copia parziale dell’opera realizzata a Roma nel 1791 da Ermenegildo Costantini, conservata nella Pinacoteca comunale di Città di Castello.