I Luoghi

I Luoghi

Raffaello giunge in Umbria dalla vicina Urbino all’età di sedici anni e qui si forma presso la bottega di Pietro Vannucci detto il Perugino.

Tra 1499 e 1505 realizza per le chiese di Perugia e Città di Castello alcune tra le sue opere più importanti che costituiscono uno snodo fondamentale nella sua formazione artistica, fortemente influenzata in un primo momento da Perugino.

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Citta' di Castello

Racconta Vasari che Raffaello raggiunse Città di Castello con “alcuni amici”. Nella piccola città umbra firma nel 1500 a soli diciassette anni un contratto come ‘magister’, ovvero iscritto alla corporazione dei pittori. Si tratta della Pala di San Nicola da Tolentino per la cappella Baronci in Sant’Agostino, danneggiata irrimediabilmente dal terremoto che colpì la città nel 1789.

Oltre a quella per i Baronci, Raffaello realizza a Città di Castello altre due pale d’altare, la Crocifissione Gavari per San Domenico e lo Sposalizio della Vergine per la cappella Albizzini in San Francesco.
L’unica opera di Raffaello conservata a Città di Castello è il Gonfalone processionale della Santissima Trinità, esposto nella Pinacoteca Comunale. Esso raffigura da un lato la Creazione di Eva e dall’altro la Trinità con i santi Rocco e Sebastiano.

La Pinacoteca possiede numerose opere legate alla presenza di Raffaello in Umbria. Qui si trova il prezioso Martirio di san Sebastiano di Luca Signorelli proveniente dalla chiesa di San Domenico, fonte d’ispirazione per il giovane pittore urbinate.
Vi sono le copie della Crocifissione Gavari e del San Nicola da Tolentino eseguite tra Settecento e Ottocento prima che le opere lasciassero la città.

Nel museo sono esposte la pala di Ognissanti e l’Annunciazione Magalotti dipinte da uno dei suoi primi seguaci, Francesco Tifernate. La collezione testimonia anche il secondo momento dell’influenza di Raffaello in Umbria intorno alla metà del Cinquecento grazie alla presenza di Raffaellino del Colle, di cui si conservano cinque pale d’altare.

Intorno al 1502 Raffaello si sposta da Città di Castello a Perugia. La permanenza nella città umbra consente al giovane pittore di entrare in contatto con i maggiori artisti del tempo e, contemporaneamente, di potersi muovere tra i grandi cantieri che si stavano portando avanti nel Centro Italia. Egli si lega anche un altro pittore umbro, Bernardino di Betto detto Pintoricchio, con cui in questi anni collabora per la realizzazione degli affreschi della libreria Piccolomini nel Duomo di Siena.

A Perugia, tra il 1502 e il 1505, vengono commissionate a Raffaello la Pala Colonna per la chiesa di Sant’Antonio da Padova, la Madonna Ansidei per San Fiorenzo e la Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato che l’artista completò una volta giunto a Firenze nel 1507.
Raffaello diviene il pittore di riferimento per le famiglie nobili perugine come i degli Oddi, gli Ansidei e i Baglioni e si afferma come artista di rilievo tanto che nel contratto per la sua ultima commissione perugina, l’Incoronazione della Vergine per la chiesa delle monache di Monteluce nel 1505, viene citato come il miglior maestro allora presente in città.

Oltre alle cinque pale d’altare, Raffaello esegue a Perugia diversi dipinti di piccolo formato, destinati alla devozione privata, tra cui la Madonna Conestabile probabilmente dipinta per il nobiluomo Alfano Alfani e la Madonna dei garofani, forse per Maddalena degli Oddi.
A queste si aggiunge il grande affresco che egli realizza per la cappella del monastero camaldolese di San Severo con la Trinità e i Santi, unica delle numerose opere eseguite per Perugia che resta in città.

Nella Cappella di San Severo, interrotta da Raffaello nel 1505 in vista della sua partenza per Firenze e terminata nel 1521 da Perugino, l’artista dimostra di essersi ormai affrancato dalla maniera del maestro e di aver raggiunto una sua maturità artistica. Questo anche grazie all’utilizzo di elementi ispirati ad artisti che aveva potuto osservare nei suoi viaggi a Firenze come Leonardo da Vinci e Fra Bartolomeo.
Dopo l’esperienza umbra, Raffaello, il “fanciullo prodigio” è pronto per lasciare l’Umbria e dirigersi a Firenze e poi a Roma per aprirsi al mondo.

Perugia