Fregio con putti e grifi

Bottega di Raffaello Sanzio
Fregio con putti e grifi

Le quattro tavolette, che all’epoca dovevano formare un unico fregio, raffigurano coppie di putti alati, seduti su teste di ariete, che offrono vasi di frutta a Grifi incoronati. Proprio la presenza di questi ultimi ha fatto pensare che si volesse alludere allo stemma di Perugia e a Grifonetto Baglioni. L’operazione di divisione in quattro parti del fregio, avvenuta in epoca imprecisata, ha causato la perdita di alcune parti del fregio stesso, compromettendone ulteriormente una corretta lettura. Il fregio nella sua interezza è ricordato da Siepi come opera di Raffaello, posto come predella nella pala con l'Adorazione dei Pastori di Domenico Alfani, nel terzo altare a sinistra, nella chiesa di San Francesco al Prato. Probabilmente appartenente alla Deposizione, dipinta nel 1507 per Atalanta Baglioni, oggi alla Galleria Borghese a Roma. Il fregio, invece, con le demanazioni del 1863 entrò in Pinacoteca. Controverse sono quindi le teorie riguardanti la sistemazione originaria di questo fregio. Per quanto riguarda il problema dell'attribuzione, il Fischel reputa autografi raffaelleschi questi quattro dipinti, mentre il Santi scarta l'autografia raffaellesca, riconoscendo però nel fregio "un'eleganza classica ed una organicità del motivo" insoliti nel repertorio umbro. Egli ipotizza in Raffaello l'autore del disegno del fregio, eseguito poi da qualche collaboratore.

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