Assunzione della Vergine

Bottega di Giulio Romano
Assunzione della Vergine

L'opera consta di due parti: nella parte superiore vi è l'Incoronazione della Vergine, mentre in quella inferiore vi sono gli Apostoli raccolti attorno ad una tomba coperta di fiori mentre assistono all'Ascensione della Vergine. Sulla testata del sarcofago è la scritta D · O · M · I(N)CO(M)PARABILI MATRI/SEMPER VIRGINI/HOC SACRUM EST CENOTAPHIUM. Il primo a ricordare questa tavola è il Giappessi, nella cappella dei Fabeni nella vecchia chiesa di S. Agostino di Perugia, sull’altare che, sempre secondo il Giappessi, fu eseguito circa il 1518. Molti decenni più tardi, l’Orsini la ricorda nel fondo del braccio sinistro della crociera, sempre nella vecchia chiesa, come opera di ignoto artista che sarebbe servita a Raffaello per “trarne un’invenzione”, alludendo evidentemente all’Incoronazione di Monteluce. Trasformata la chiesa nel 1794-1803, il dipinto non è più ricordato dagli scrittori locali e ricompare solo, in una camera adiacente alla sacrestia, con la demaniazione del 1863, con la quale entrò in Pinacoteca come opera “della maniera di Domenico Alfani”. Secondo il Santi il dipinto non presenterebbe sicuri riferimenti agli Alfani, ma invece riscontra dei legami con l’Incoronazione di Monteluce, ipotizzando che l’uscita dalla stessa bottega romana dell’Assunzione in questione.

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