Incoronazione della Vergine

Santoro Giacomo detto Jacopo Siculo
Incoronazione della Vergine

La pala d’altare fu realizzata tra il 1539 e il 1541 per la chiesa di Santa Maria dell’Annunziata di Norcia, su commissione dei frati osservanti. Per esplicito volere dei committenti, la composizione doveva ispirarsi alla tavola realizzata nel 1486 da Domenico Ghirlandaio per la chiesa di San Gerolamo a Narni nel 1486 (ora, Narni, Museo della città in Palazzo Eroli). Il modello di Narni è rispettato nell'insieme: nella parte superiore è rappresentata la scena dell’Incoronazione, mentre, in quella inferiore è raffigurata la Chiesa militante, con i santi in cerchio. Tra questi, sono inseriti i santi Benedetto e Scolastica, patroni di Norcia. Jacopo Siculo sceglie, però, di sostituire il fondo oro e inserire i personaggi in uno spazio reale. La pala è corredata dalla cornice originale e dalla predella suddivisa in tre pannelli, raffiguranti san Gerolamo penitente, Cristo in pietà con la Vergine e san Giovanni evangelista, le Stimmate di san Francesco e, rispettivamente all'estrema sinistra e destra, l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata. L’opera è firmata e datata in un cartiglio in basso a destra. Jacopo Siculo, pittore di origine siciliana, formatosi a Roma a fianco di Baldassarre Peruzzi, fu molto attivo in Umbria, specialmente nello spoletino e in Valnerina, dove divenne il principale ambasciatori dei modelli raffaelleschi. L’Incoronazione della Vergine di Norcia continuò a rimanere in situ fino ai primi decenni del Novecento quando fu traslata nel Palazzo Comunale ove rimase fino al 1952, quando l’incendio che distrusse il Teatro Civico rese inagibile l’attigua casa municipale. Ricoverata in deposito nell'ex chiesa della Misericordia, tornò ad essere esposta nella Sala del Consiglio Maggiore dopo i lavori di ripristino. In seguito al terremoto del 1979, la pala d’altare fu sottoposta ad un lungo intervento di restauro, al termine del quale fu collocata nell'Auditorium di San Francesco (2005). Dopo il recente sisma che nel 2016 ha colpito la Valnerina, la pala d’altare è stata ricoverata presso il deposito attrezzato regionale di Santo Chiodo a Spoleto.

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