Annunciazione

Francesco Tifernate
Annunciazione

La tavola proviene dall’altare della famiglia Magalotti nella chiesa di San Domenico a Città di Castello. L’Annunciazione si svolge in un ambiente aperto sulle colline circostanti, la Vergine, affacciata da una loggia dal sapore classico, è colta dall’angelo mentre ha in mano un libro. In alto, l’Eterno circondato da angeli osserva quanto sta avvenendo. L’opera è firmata alla base del pilastro centrale “FRANCISCUS TIPHER”, ovvero Francesco da Città di Castello. Nel contratto di allogazione si legge che l’opera doveva essere eseguito sul modello della Crocifissione Gavari di Raffaello (1502-1503, ora, Londra, National Gallery) che, al tempo, si trovava sul primo altare a sinistra in San Domenico a Città di Castello. I numerosi richiami al pittore urbinate, ad esempio nelle figure dei quattro angeli e dell’Eterno simili a quelli del Gonfalone della Santissima Trinità, conservato anch'esso nella Pinacoteca Comunale, lasciano supporre un contatto diretto tra Francesco Tifernate e Raffaello. Questa relazione è confermata anche se si osserva la pala di Ognissanti di Francesco Tifernate, esposta nella medesima Pinacoteca. L’Annunciazione Magalotti segna, però, una fase più matura della produzione del pittore, attenta anche ai modi di Signorelli. L’opera entrò a far parte delle collezioni comunali nel 1878.

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