San Nicola da Tolentino che calpesta il demonio
copia parziale dell'Incoronazione di San Nicola da Tolentino

Costantini Ermenegildo
San Nicola da Tolentino che calpesta il demonio<br/>copia parziale dell'Incoronazione di San Nicola da Tolentino

La tela proviene dal convento di Sant’Agostino a Città di Castello ed è una copia parziale, eseguita nel 1791, della Pala Baronci di Raffaello Sanzio. In seguito al violento terremoto che colpì la città il 30 settembre 1789, la Pala di Raffaello e la chiesa stessa di Sant’Agostino subirono danni gravissimi, tanto che per aiutare la ricostruzione dell’edificio, i Trovi, allora titolari della cappella, concessero ai frati di vendere a papa Pio IV la Pala Baronci, ormai ridotta in frammenti, a patto che fosse posta nella nuova cappella di famiglia una copia, la quale fu, appunto, affidata al romano Costantini. Le minori dimensioni della nuova cappella spiegano perché il pittore fu costretto ad eliminare la parte alta dell’originale raffaellesco con l’Eterno, la Vergine, Sant’Agostino e ad avvicinare tra loro gli angeli, raffigurandone tre al posto di quattro. La Pala Baronci è la prima documentata a Città di Castello di Raffaello che, all'epoca diciassettenne, viene indicato nel contratto come magister. Fu commissionata al pittore urbinate e ad Evangelista di Pian di Meleto nel dicembre 1500 da Andrea Baronci e risulta già terminata il 13 settembre dell’anno seguente. I frammenti finora noti dell’opera sono conservati nei musei di Brescia (Pinacoteca Tosio-Martinengo), Napoli (Museo nazionale di Capodimonte) e Parigi (Museo del Louvre). La copia di Costantini, insieme al disegno-progetto di Raffaello conservato al Museo di Belle Arti di Lille, si rivelano una testimonianza fondamentale per la ricostruzione dell’assetto originale della Pala Baronci.

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